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martedì 22 aprile 2008

Il mio amico Ninja...

Nino, il mio amico ninja (Ninja Hattori-kun 忍者ハットリくん) è un'anime giapponese, di 52 episodi, del 1981. La casa di produzione è la Shin'ei Doga.
In Italia ha fatto la sua comparsa nel 1984... la sigla è cantata da I Cavalieri del Re.
Creato da Fujiko F. Fujio narra in chiave umoristica le storie di due fratelli ninja (Hattori Kanzo è il nome di un bambino ninja realmente esistito) e di un cane (ninja) che scombussolano la vita di uno studente delle elmentari sempre sfortunato... Ken’ichi.
Il protagonista di questo umoristico cartone è un bambino sfortunatissimo di nome Ken, al quale ne capitano di tutti i colori...
Il trio ninja, composto da Nino (tuta blu), il suo fratellino Lino (tuta rossa) e Shishi (il loro cane ninja) un giorno compaiono a casa di Ken (se ci fate caso noterete la somiglianza con Nobita, il padrone di Doraemon, ma di questo ne ho già parlato…).

Ken passa le sue giornate giocando con i suoi nuovi amici...
Amici un po insoliti... però se ci pensate bene deve essere molto divertente avere per amico un ninja, specialmente se sei un tipo che si caccia sempre nei guai, come Ken...
Poi ci sono altri personaggi: Laura, la compagna di classe di Ken di cui lo stesso è innamorato; Amilcare, compagno di classe di Ken, che lo prende sempre in giro perchè anche lui innamorato di Laura, ed agguerrito nemico di Nino; Lucifero, il gatto di Amilcare, ed infine Nicoletta, la ragazza ninja, che appare solamente negli ultimi episodi della serie ed è una grande seguace di Nino (lo chiama maestro!), di cui è anche molto innamorata.
La storia e' ambientata ai giorni nostri ma con riferimenti al periodo medievale e scene buffe.

Non si può dire che Ken sia un bambino che riesce a farsi rispettare e per fortuna al suo fianco c’è Nino che con la sua abilità fa di tutto per portare a termine lo scopo di Ken. Lino invece è ancora bambino quindi diciamo che combina un pò di pasticci, la sua particolarità, se così si può chiamare, è il suo pianto che provoca la rottura dei vetri o addirittura veri e propri disastri; Shi Shi è in grado di trasformarsi in tutto ciò che vuole, anche lui quindi fa di tutto per aiutare Ken. Personalmente il mio preferito era Lino, piccolo e pasticcione, ma alle volte veramente simpatico…

Di questo simpaticissimo anime (e manga per ragazzi) creato da Fujiko Fujio, pseudonimo del duo Fujimoto Hiroshi e Abiko Motoo (inventori dell'icona Doraemon) è stata fatta, nel 2004, per la regia di Suzuki Masayuki, una trasposizione live.
Nin x Nin - Ninja Hattori-kun è un tipico film per bambini, con una trama lineare, personaggi oltremodo simpatici e un intreccio rassicurante: il che significa qualche elemento di tensione, giusto per tenere desta l'attenzione, ma nessun conflitto reale.
Alla formula collaudata, Suzuki aggiunge solo un tocco di umorismo surreal-strampalato, proprio come aveva fatto nel lungometraggio dal vivo di GTO (Great Teacher Onizuka, del 1999, tratto da un fumetto di Fujisawa Tohru).
Qui il protagonista è Hattori Kanzo, ultimo ninja del glorioso clan Iga, se si esclude il suo maestro e padre, Jinzo. Terminato l'addestramento, Hattori deve trasferirsi a Edo, trovare un padrone e difenderlo a costo della vita - il tutto senza farsi vedere da anima viva, a parte il suo padrone. Queste sono le regole dei ninja: nel caso fallisca, dovrà tornare nei boschi e rassegnarsi alla punizione. Il problema è che non siamo più nell'epoca Tokugawa (1603-1868), e Edo è diventata la modernissima e caotica Tokyo.

Giunto in questo universo a lui alieno, Hattori decide che il suo padrone sarà Kenichi, bambino delle scuole elementari timido e insicuro, ghiotto di riso con maionese.
Hattori lo prende in simpatia nonostante le ritrosie del bambino, e gli insegna qualche trucco ninja, perché impari a farsi strada da solo tra i compagni più esuberanti.
Intanto un misterioso malintenzionato sta colpendo i ninja del clan Koga, lasciandoli in stato comatoso per le strade di Tokyo. Le motivazioni sono oscure, ma Hattori è convinto che il responsabile sia Sato, ex ninja riciclatosi come insegnante proprio nella classe di Kenichi. La realtà è però ben più pericolosa...

Nin x Nin - Ninja Hattori-kun è un film scorrevole, di poche pretese, con qualche momento ilare e tanti passaggi inutili o imbarazzanti nel loro strombazzato sentimentalismo.
Giusto per mettere in guardia i fanatici dei film d'azione: al di là del duello iniziale tra Kanzo e Jinzo, non ci sono altri scontri significativi. D'altra parte non è questo il centro d'interesse della pellicola, spostato piuttosto sul versante della commedia.
Da questo punto di vista Katori Shingo, cantante e ballerino della boy band Smap, è perfettamente a suo agio, pur con indosso la caratteristica tuta blu e con le spirali rosse disegnate sulle guance. Una curiosità: le piccole spirali rosse sulle guance di Hattori kun, che ovviamente erano presenti nel fumetto, non sono state bene accolte in Giappone, perché troppo poco realistiche (e il resto?!). Peccato, gli stanno così bene…

Comunque, molte scene sono ritagliate apposta per lui, ad esempio quella in cui il Kenichi gli dà del riso con la majonese, e lui se ne innamora subito: la passione di Shingo per la majonese è nota ai suoi fans...
Il look giullaresco e le espressioni cartoonesche sono forse l'unico motivo per cui anche un pubblico adulto potrebbe osare guardare il film: per il resto c'è pochino da seguire...
Le conquiste di Kenichi sono urlate, esasperate nei toni e nella messa in scena - come quando batte il maestro a nascondino sfruttando un trucchetto di Hattori, e la sua corsa è ripresa al rallentatore.

I personaggi secondari, a parte quello interpretato da Gori, temibile e ultrasensibile insegnante, sono solo accennati e del tutto inessenziali.
Ne è esempio lampante la ragazza cieca ritratta da Tanaka Rena: per quanto la sua presenza in un film sia sempre cosa gradita, non ha una funzione precisa, se non disegnare ritratti impossibili. Inutile comunque avventarsi troppo sui difetti...

Nin x Nin - Ninja Hattori-kun è un film d'intrattenimento per famiglie, e a questa funzione adempie magnificamente, senza escludere qualche scelta incoraggiante, come un finale in cui il "nemico", pur rimanendo nel torto, acquista un alone di umanità...
Così come la versione animata.
Nino, il mio amico ninja è un'anime semplice e divertente, adatto, secondo me, non solo ai più piccini... ma a tutti quelli che amano, ma soprattutto, che vogliono sorridere...
Sicuramente non vi stupirà per i suoi disegni o per la sua storia... non ci saranno colpi di scena... ma qualcosa, sono certa, vi lascerà...

sabato 1 marzo 2008

Sailor Moon: Live Action!!!

Nell'Ottobre 2003 in Giappone vengono trasmessi gli episodi live di Sailor Moon. Conosciuto come Pretty Guardian Sailormoon, o anche"PGSM" nella sua forma abbreviata, il live di Sailor Moon è una produzione Toei. La serie è composta da ben 49 episodi e si ispira alla prima serie di Sailor Moon. Ritroviamo quindi Usagi che per la prima volta incontra Luna (interpretata da un pupazzo), la ricerca della principessa Serenity, le battaglie con la regina Berillia e i suoi generali. l’arrivo di Tuxedo Kamen (Milord).Tuttavia nel corso delle puntate il live action si differenzia totalmente dalla serie animata, prendendo una piega completamente diversa (La storia è molto diversa sia da quella del manga che da quella dell'anime... molti personaggi sono stati eliminati, Sailor Mercury e Sailor Venus vivono situazioni nuove. Amy passa per un po dalla parte dei cattivi e Marta oltre ad essere Sailor V è un'idol. Anche quando diventa Sailor Venus, non sta molto insieme alle altre guerriere). Devo ammettere che inizialmente ero un po scettica... non riuscivo ad immaginare come poteva, un personaggio come Sailor Moon, essere rappresentato da una persona in carne ed ossa... ma solo dopo aver visto il primo episodio me ne sono innamorata continuando a seguirlo fino all'ultima puntata e gustandomi anche lo Special Act e il Musical! La serie risulta simpatica alternando situazioni spassosissime a momenti molto più seri. Tutto è stato affrontato con molta cura: La conoscenza tra Mamoru e Usagi ed il loro innamoramento; il carattere chiuso e riservato di Amy che la porta ad essere influenzata dall'energia maligna dei nemici del Dark Kingdom, il forte carattere di Rei davanti ai suoi problemi familiari e specialmente a suo padre, il rapporto tra Makoto e Motoki che viene portato avanti splendidamente e nell'anime manco esiste e infine la malattia di Minako e il suo essere un'idol che l'ha resa sì diversa ma allo stesso tempo piacevole e adorabile!
Certo se dovessimo farne una recensione con occhi da vero critico televisivo, potremmo dire che il risultato è un Power Rangers alla marinaretta e difatti duelli, mostri e trasformazioni ne ricordano molto le caratteristiche. I costumi delle Sailor poi non sono così stupendi e quando combattono sembrano ballare piu' che altro... Per non parlare degli effetti speciali e di Luna e Artemis... ma il tutto fa tenerezza ed è comunque un prodotto godibile e divertente.
Sono dell'idea che il live action solo perchè esiste è una testimonianza di quanto Sailor Moon sia stata importante.
A questo live action sono particolarmente affezionata, perché è stato il primo che ho visto!! (Il primo di una lunghissima serie!!!!)