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martedì 25 marzo 2008

Sta arrivando... Vultus V

Vultus V (超電磁マシーン ボルテスV Choudenji Machine Borutesu (Voltes) V Macchina super elettromagnetica Voltes V) è un anime di fantascienza trasmesso nel 1977 in Giappone, appartenente al sottogenere delle serie robotiche. In Italia venne trasmesso nel 1983 tra le reti regionali.
L'anime, che presenta molte analogie col precedente Combattler V, sempre di Tadao Nagahama, è composto da 40 episodi.
I titoli delle puntate nell'edizione italiana non sono una fedele traduzione di quelli giapponesi, ma sono un adattamento che nella maggior parte dei casi ne mantiene abbastanza il senso.
La Terra sta per affrontare la più grande crisi della sua storia... L' Impero Boazan invade la Terra allo scopo di arricchire il suo spazio vitale.
L'armata invasore, comandata dal principe Sirius, e coadiuvato dal vecchio Zuel, dal terribile comandane Gael e dalla perfida Catherine (Kazarine), attacca il pianeta distruggendo ogni città sul globo.
Il comandante Okanin, responsabile delle forze terrestri cerca di affrontare la minaccia con la Difesa terrestre e capisce che il dott. Kentarus aveva previsto tutto.

Il dott. Esperus, capo del Centro di Controllo Spaziale, si reca con la dottoressa Annabelle al Centro Speciale per l'addestramento, dove 5 giovani stanno portando a termine un addestramento speciale.
Fra i cinque vi sono i tre figli del dottor Kentarus e della d.ssa Annabelle: Michel, abile nelle armi, il grande Ivan, maestro nell'arte del bo e il piccolo Carl, un esperto subacqueo e un abile inventore. Completano la formazione Gepi, abile con la frusta e nel rodeo e Sonya, figlia del com. Okanin, esperta nelle arti ninja.
Il dottor Esperus, interrompe l'addestramento e porta i cique giovani presso la base segreta, Big Falcon, posta su un'isola. La base, costruita da Esperus, Okanin e Kentarus, sarà l'ultimo baluardo terrestre contro gli invasori spaziali. I giovani, addestrati in modo speciale, pilotano il Vultus 5, il super robot costruito dal dott. Kentarus per affrontare la minaccia aliena.
Il pianeta Boaziano è simile a Saturno, con un doppio anello, distante 4.324 parsec dalla Terra (1 parsec = 3,26 anni luce).
Su questo pianeta vivono due classi di persone, quelle dotate di corna, i nobili, e quelle sprovviste, che vivono come schiavi delle prime. ( Il fatto che Tadao Nagahama diresse i primi episodi di La rosa di Versailles (più conosciuto come Lady Oscar, in Italia), ha fatto supporre che la storia di Vultus V, col tema della popolazione schiavizzata che si solleva contro un'aristocrazia, fosse influenzato dalle precedenti ricerche di Nagahama sulla rivoluzione francese).
La tragedia comincia con il 123° imperatore, privo di moglie e eredi. Al fratello dell'imperatore nasce un figlio, che viene accolto con gioia dalla nobiltà boaziana e predestinato a succedere al trono.
Purtroppo il piccolo nasce senza corna, simbolo dell'appartenenza alla casta privilegiata. Per questo motivo il piccolo non può diventare il futuro imperatore, nonostante il legame di sangue con suo predecessore e peggio ancora è destinato alla schiavitù.
Quando il padre viene a conoscenza dell'anormalità del figlio, cade nella disperazione. Immaginando il destino del figlio, decide di togliergli la vita. Ma quando solleva la spada sulla culla la madre interviene decidendo di morire al posto del figlio.
Pieno di sconforto, il padre risparmia la vita al figlio e la sventura viene tenuta in segreto fra i genitori, il dottore, il ciambellano di corte e i pochi presenti.

Chiamato Barone Lagour, il bimbo viene dotato di un paio di corna artificiali. Quando il bimbo cresce e raggiunge l'età della ragione diviene cosciente della sua condizione e presto si accorge della popolazione oppressa che gli somiglia fisicamente.
La madre gli risponde che è sempre stato in questo modo, questa è la realtà del pianeta Boazan, e il figlio, strappandosi le corna artificiali, si chiede perchè lui debba subire una sorte diversa e cosa lo renda diverso dagli altri, ma ai suoi interrogativi non ottiene risposta.
Lagour, dopo aver conseguito i migliori voti negli studi scientifici, ottiene presto la carica di Ministro della Scienza e sposa la più bella giovane di tutto Boazan, Zeltrud (Rozalia).
Il loro amore è così forte che lui le rivela il suo segreto. Invece di rifiutarlo, lei accetta di custodire la verità e vivere insieme una vita felice.
Arriva il giorno in cui l'imperatore muore. Il pianeta Boazan è in lutto ma subito si solleva la questione della successione al trono.
Solo due persone possono aspirare al trono: il figlio del fratello dell'imperatore, il barone Lagour, e il figlio avuto della cortigiana favorita dell'imperatore, Zu Zanbazir. L'erede più accreditato sembra però il barone, che può così realizzare il sogno della sua infanzia di creare una società dove le persone con le corna possano vivere pacificamente con quelle prive, ora schiave.

Ma Zambazir, ambizioso e desideroso di diventare Imperatore, cospira con una cerchia di fedeli contro il Barone Lagour inviando delle spie per carpire i punti deboli del suo rivale.
Il giorno dell'incoronazione, nel tempio della cerimonia si respira un'aria di eccitazione. Ma quando la corona sta per essere posta sul capo del barone, Zambazir interrompe la cerimonia e, avvicinatosi all'erede, gli strappa le finte corna, suscitando un gran clamore fra la folla presente.
Il barone viene immediatamente inviato al campo degli schiavi dove conduce un'infame esistenza, mentre Zambazir viene incoronato in seduta stante.
La sua disperazione aumenta quando viene a conoscenza che la moglie è morta di parto, senza però conoscere le sorti del neonato.
Zambazir diviene il 124° Imperatore dei boaziani. La sua fedele cerchia viene generosamente premiata, mentre gli oppositori puniti severamente. Il nuovo imperatore, dopo un periodo di pace, ingaggia una nuova politica di conquista verso altri pianeti della galassia per estendere il proprio dominio. Vengono prodotti molto robot guerrieri, vengono migliorati gli armamenti e l'addestramento militare dell'esercito.
Il barone, nel frattempo, conducendo una vita da schiavo promette che, un giorno, riuscirà a rovesciare Zambazir dal suo trono e liberare tutti gli schiavi. Armato con le sue conoscenze scientifiche, il barone prepara un piano per una rivoluzione.
Sfruttando una disattenzione, il barone riesce a fuggire e dare il via ad una rivolta. La potenza dell'esercito boazano è soverchiante e i ribelli, dopo l'iniziale entusiasmo, dovono ripiegare ma prima di mollare riescono a convincere Lagour a imbarcarsi su una navetta per fuggire e tenere vive le speranze di un rovesciamento del trono. A bordo di un disco volante Lagour fugge nello spazio e dopo un lungo peregrinare nella galassia giunge sulla Terra dove assume l'identità del dottor Kentarus Gou e costruisce il super robot Vultus 5 per affrontare l'eventuale invasione Boaziana.
Dopo la rivolta degli schiavi, Zambazir ordina di bruciare tutte le immagini del barone Lagour, proibendo persino di nominare il suo nome, così che la sua figura venga cancellata dalla storia boaziana.
L'imperatore, colmo d'odio e paura verso il suo ex-rivale, sa che deve trovarlo e ucciderlo e per questo invia navi per setacciare tutta la galassia.
Per evitare la rabbia e le punizioni di Zambazir, i genitori del barone fuggono per andare a vivere in campagna, con il nipote, tenendolo lontano da amici e dalla temuta nobiltà boaziana.

Il figlio del barone cresce, con le amorevoli attenzioni dei nonni che lo istruiscono nei migliori modi possibili attraverso insegnanti privati, specialisti nei rispettivi campi. Il giovane però può crescere protetto solo in questa casa poichè tutti sanno chi e cosa rappresentava il padre, trasferendo il loro odio sul barone e sull'incolpevole figlio.
Quando il bimbo cresce e affronta il mondo, la gente lo insulta e lo ridicolizza, additandolo come figlio di un traditore e viene emarginato dai suoi stessi coetanei.
Il figlio del barone vive una vita travagliata e solitaria, ma non versa lacrime sul suo destino. Al contrario cresce e coltiva l'ira dentro di sè, chiedendosi perchè la gente lo accusa di tradimento quando la colpa è del padre, mai conosciuto. Cercando una rivincita sociale promette di guadagnarsi il rispetto di tutti coloro che lo hanno schernito.
Il principe Sirius, questo il nome del figlio del barone, studia le arti e le tattiche militari, divenendo il miglior studente dell'Istituto Militare, provandolo più volte sul campo di battaglia. Per questo motivo, una volta adulto, si guadagna la posizione di leader delle forze di invasione sulla Terra.

Il barone Lagour, conosciuto ora come dott. Kentarus, sposa una donna terrestre, Annabelle una professoressa, che gli dona tre figli maschi: Michel, Ivan e Carl. Kentarus, trova due fedeli compagni nel dottor Esperus (che morirà in un combattimento e sostituito dal dottor Barion) e nel Generale Okanin, con cui prepara un piano per affrontare l'imminente minaccia degli alieni. Viene costruito un quartier generale difensivo su un'isola, una base chiamata Big Falcon e un super robot chiamato Vultus 5. Dopo questi avvenimenti Kentarus svanisce senza lasciare traccia.
Nel frattempo sul fronte boaziano, cresce la competizione fra Zuel e Gael nel realizzare robot migliori per battere Vultus 5. Quando Sirius decide di attaccare Vultus con una pantera robot, Zuel, dietro ordine di Zaki, un supervisore boaziano che vuole uccidere Sirius, consegna ai terrestri i progetti del mezzo alieno, affinchè ne possano determinare i punti devoli. Ma Katerine scopre la congiura interna e Zuel viene punito con la morte per il tradimento.
Kentarus, scomparso dalla scena perchè catturato dall'esercito boaziano, riesce nuovamente a fuggire e insieme ad un altro prigioniero, il Generale Danje, ex-collega sul pianeta natale, costruiscono segretamente una fortezza difensiva nelle profondità di una caverna sotterranea rintanata in un massiccio roccioso. Questa base, realizzata come una nave spaziale e chiamata Uccello Spaziale, è compatibile per l'agganciamento con Big Falcon. La montagna funge anche da rifugio per una colonia di schiavi boaziani che intende tornare sul pianeta natale per liberare amici e parenti dalla tirannia.
Sulla Terra giunge anche il generale Gururu, un emissario di Zanbazir incaricato di catturare Lagour e uccidere "incidentalmente" Sirius, che però riesce a distruggere la base segreta dei rifugiati di Boazan e rapire il traditore. Gururu, per soddifare i suoi paini, rivela a Vultus una via per la base boaziana del principe. L'esercito di Sirius abbandona il suo generale che viene seguito solo dalla fedele Katerine e Gael.

Quest'ultimo, riconosciutosi battuto, si toglie la vita. Il principe vuole combattere Vultus fino alla morte ma Katerine, sparandogli un proiettile tranquillante, lo narcotizza e a bordo di un razzo torna sul pianeta Boazan.
Un nemico di Sirius tuttavia attiva una bomba nucleare situata nel quartier generale, in grado di minacciare l'esistenza della Terra, e Vultus è incapace di disattivarla.
A questo punto ecco entrare in scena l'Uccello Solare, la possente nave realizzata da Kentarus e Danje, che riesce a salvare la Terra facendo scoppiare la bomba nello spazio.
L'uccello Solare, sventata la minaccia, invia alla base di Vultus una speciale onda elettromagnetica in grado di rivelare il segreto di Big Falcon, che si dimostra essere un'astronave spaziale, in grado di volare e agganciarsi con la prima. Le due navi, unite, sono pronte per recarsi su Boazan e salvare Kentarus, destituire Zambazir, liberare gli schiavi e eliminare le ingiustizie.
Quando si avvicinano a Boazan, Zambazir rilascia le sue armi segrete, Sodoma e Gomorra, una coppia si satelliti umanoidi capaci di creare una tempesta elettrica in grado di incenerire qualsiasi oggetto che vi rimane intrappolato. Fortunatamente la nave degli eroi riesce a evitare la minaccia e entrare con successo nell'atmosfera di Boazan.
Doir contatta immediatamente i suoi alleati sul pianeta e gli schiavi in rivolta contro la nobiltà regnante riescono a liberare Kentarus dalla sua cella.
I tre fratelli, una volta sul pianeta, possono riabbracciare il padre, perso da lungo tempo.

Nel frattempo Sirius incontra i suoi ufficiali che lo abbandonarono sulla Terra: accusandoli di codardia, uno di loro gli spara ma Katerine, nel tentativo di salvare il suo amato lo scosta, prendendo il colpo al posto suo e perde la vita fra le braccia dell'amato principe.
Sirius, colmo di frustrazione, si reca presso la statua di Godor, dio protettore dei boaziani.
La stuatua mostra un uomo seduto, con una spada nella sua mano sinistra e una fiamma di fuoco verde sul palmo della mano destra. La leggenda racconta che Godor salverà l'impero boaziano se ci sarà un uomo che amerà il suo paese più di quanto ami la sua stessa vita sacrificandola saltando fra le fiamme.
Proclamando "Lunga vita all'impero boaziano", Sirius si getta nel fuoco e scopre che si tratta di un tunnel che porta verso la cabina di controllo della statua di Godor, che in realtà si dimostra essere un robot guerriero.
La lotta con Vultus è incredibile e lo scambio di colpi danneggia entrambe le parti ma l'Excalibur risolverà la battaglia, sconfiggendo il mostro alieno. Sirius esce da Godor e sfida Michel a un duello con le spade: nessuno ne esce vincitore ed entrambe le spade ne escono spezzate.
Sirius afferra un pugnale per uccidere Michel ma viene fermato da Kentarus il quale riconosce l'arma che era stata un regalo per la sua amata Zeltrud (Rozalia), la sua prima moglie. Sirius afferma che il pugnale era di sua madre e con grande shock, Kentarus realizza che Sirius è in realtà il figlio mai visto avuto da Rozalia e quindi non è altro che il fratello maggiore di Michel. Sirius non vuole credere a tutto ciò. Kentarus, con le lacrime agli occhi, chiede a Sirius di guardare l'elsa del pugnale che riporta il simbolo della pace boaziana. Il principe guarda nel suo pugno ed è sconvolto nello scoprire un'immagine incisa raffigurante una coppia di colombe.

Improvvisamente una risata: appare Zambazir, che accusa Sirius di essere responsabile e ideatore dell'attacco alla Terra. Vedendo agire il suo imperatore come un pazzo, Sirius scaglia il pugnale verso di esso. Il regnante portava una granata ed esplode ma il principe copre spontanemente il fratello per salvarlo da morte certa. L'esplosione genera una spaccatura nel terreno e i due vengono separati da una barriera di fuoco. Michel chiama a gran voce Sirius per ciò che ora rappresenta ("Niisan", fratello maggiore) e così fa il padre. Sirius risponde dicendo: "Padre..." (Otoosan) e il fuoco lo inghiotte.
La guerra giunge al termine. Kentarus diviene il leader del pianeta Boazan, e Vultus viene dotato del meccanismo di volo spaziale, in grado di compiere il balzo verso la Terra. Big Falcon-Uccello Solare e Vultus V fanno ritorno sulla Terra che si avvia verso un lungo periodo di pace...
Il Vultus V è alto 58 metri, pesa 600 tonnellate e può volare ad una velocita max di MACH20. E' composto da 5 veicoli, ognuno dei quali parte dalla base Big Falcon.
I cinque piloti che lo guidano sono:

Michel Go ( vero nome: Kenichi Gou), un abile motociclista e un preciso pistolero.
Michel è il leader del gruppo e il maggiore dei tre figli di Kentarus Go. Guida il Volt Cruiser, un jet supersonico che costituisce la testa di Vultus e grazie ad essa controlla anche il robot dopo l'agganciamento delle 5 navette. Molto amato dai genitori sin dall'infanzia, subisce uno shock in seguito alla scomparsa del padre. A quel punto il giovane realizza che il suo compito è quello di aiutare la madre nel crescere i suoi fratelli minori e questo lo ha reso una persona assai responsabile. E' molto abile nel guidare la moto e nello sparare con la sua pistola laser. La sua uniforme è rossa. E' un tipo dal sangue caldo e questo lo porta spesso a fare a botte con Gepi. Coraggioso, determinato e a volte impulsivo, arriverà più volte a scontrarsi corpo a corpo col Principe Sirius, fino all'ultima decisiva battaglia dove entrambi scopriranno una tremenda verità...

Ivan Go ( in Giappone Daijirou Gou), maestro nell'arte del bo. Ivan è un ragazzo robusto e forte. E' uno dei due fratelli minori di Michel e pilota il Volt Panzer, un carro armato volante che costituisce il torso di Vultus. Il suo carattere scherzoso cambia drasticamente con la scomparsa del padre e la madre preoccupata lo manda a vivere in campagna presso un monaco, maestro di arti marziali. Gli insegnamenti del maestro consentono al ragazzo di crescere e affrontare a viso aperto i suoi problemi. Seguendo i consigli del monaco, Ivan diventa il suo pupillo e apprende le arti marziali per la difesa. Combatte a mani nude o usando la sua arma preferita, il bastone (Bo). La sua uniforme è verde scuro. E’ un tipo riflessivo e molto legato alla figura del padre.

Carl Go (Hiyoshi Gou) è il componente più giovane del team e il fratello minore di Michel e Ivan. Pilota il Volt Frigate, un sommergibile volante che costituisce le gambe del robot. Data la sua giovane età è un giocherellone ma è dotato di un quoziente intellettivo superiore alla norma: fin da piccolo studia con successo materie quali Meccanica, Elettromagnetismo e Meccanica Quantistica dimostrando di essere un elemento indispensabile per la squadra specialmente per le riparazioni del Vultus. Fra le varie invenzioni del giovane spicca un piccolo robot a forma di polipo chiamato Otto (Takko) che compare saltuariamente durante la serie ma con episodi significativi. E' anche un esperto subacqueo. Non ha mai conosciuto il padre e considera come tale il fratello Michel. La sua uniforme è verde chiaro.
Takko/Otto (Takko). Il polipo robot costruito da Carl e suo fedele compagno di giochi.

Gepi (Jacky) Mei ( nome originale Ippei Mine ) è un cowboy, abile con la frusta e nel rodeo. Secondo pilota del Vultus Team, comanda il Volt Bomber, jet superarmato che costituisce la braccia del robot. Il ragazzo rimane orfano piccolo quando la famiglia, trasferitasi in America, affronta una terribile notte nel deserto e viene assalita da un branco di lupi. La madre sacrifica la sua vita affinchè il marito e il figlio possano vivere, anche se il figlio lo scoprirà solo molti anni dopo, credendo fino ad allora di essere stato abbandonato; il padre morì di malattia poco tempo dopo la tragica notte, lasciando solo il piccolo Gepi. Non sapendo del destino dei genitori, Gepi cresce odiando la figura della madre ed impara presto ad essere indipendente facendo i lavori più disparati e prendendosi cura di se stesso, combattendo giorno per giorno per sopravvivere. Questa vita però lo isola dal resto dei coetanei e il giovane cresce nella solitudine, accompagnato solo dagli animali che ama, i cavalli. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti il ragazzo entra a far parte del carrozzone di un rodeo dove impara a cavalcare e ad usare magistralmente la frusta. Qui Gepi incontra un grande amico: Eiffel, un puledro, con cui stringe una grande amicizia. In seguito verrà prelevato dal Team del professor Esperus per farne un membro della squadra ed un abile pilota. La sua uniforme è blu.

Sonya Okanin (Megumi Oka) è l'unica ragazza del Team. E' la figlia del Generale Okanin, il comandante in capo dell'esercito e discendente della 18° generazione della scuola di arti marziali di Koka. Pilota il Volt Lander, che costituisce i piedi di Vultus. Fin da piccola viene duramente addestrata dal padre e i pesanti allenamenti la trasformano in un'abilissima combattente, nonostante sia una dolcissima ragazza, cresciuta amorevolmente sotto la cura della madre. Energica, vitale e molto carina, indossa sempre un fiocco rosso fra i suoi capelli. La sua uniforme è rossa e gialla e indossa una corta minigonna.

Padre di Michel, Carl e Ivan. Kentarus ( Kentaro Gou ) è colui che ha concepito il Vultus V insieme alla moglie Annabelle, al professor Esperus e al Generale Okanin. E' originario dell'impero alieno dei Boaziani e il suo nome alieno è Lagour. Kentarus è il figlio del fratello del 123° imperatore di Boazan, privo di moglie ed eredi, e la sua nascita viene accolta con gioia dalla nobiltà boaziana e diviene il predestinato per succedere al trono. Divenuto un capace ministro della scienza, viene cacciato dal suo paese per un grave difetto fisico che ne pregiudica la nobiltà: le corna. Fuggito sulla terra si ricostruisce una vita ma quindici anni dopo la sua partenza arriverà il momento di fare i conti con il suo passato...

La dottorezza Annabelle ( Mitsuyo Gou) è una brillante scienziata che contribuisce alla realizzazione di Vultus V.
E' la moglie del professor Kentarus nonchè madre di Michel, Carl e Ivan.
Muore nel primo episodio della serie, nel tentativo di salvare i figli dall'attacco alieno e questo avvenimento segnerà terribilmente gli animi dei tre ragazzi che combatteranno per non rendere vano il sacrificio materno.


Il principe Sirius ( Heinel ) è il comandante dell'esercito Boaziano incaricato di conquistare la Terra. Ha posto il suo quartier generale nelle profondità oceaniche da dove vengono lanciati i robot costruiti per sconfiggere Vultus V. Fedele all'imperatore boaziano Zambazir, è un personaggio duro e crudele, testardo e ostinato. Sirius ha vissuto un infanzia difficile: non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è morta dandolo alla luce. L'unica cosa che sa è che suo padre era un traditore e per questo fa di tutto per riscattare questa vergogna che lo affligge fin dall'infanzia. Durante il conflitto si scontrerà più volte con Michel, leader della Squadra Vultus, senza però mai riuscire a sconfiggerlo. Al momento della resa dei conti tra la Terra e Boazan, al culmine di un duello all'ultimo sangue con Michel, Sirius scopre di essere figlio di Lagour e sua moglie Zeltrud, risultando pertanto anche fratello del suo avversario, suo acerrimo nemico.

Il Vultus V dispone di varie armi, fra cui la Frusta energetica, in combinazione con la Roller platt, i raggi termofotonici, il Cannone Vultus, il raggio al neutrinio, le Catene panzer, la Saetta globulare (Vultus alla fine della serie viene potenziato e dopo aver raccolto l'energia cosmica, viene convogliata nell'excalibur, dalla quale parte la saetta che blocca i nemici di turno) e l'Excalibur (arma finale).
Accostarsi al lungometraggio di Vultus V equivale a intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, per immergersi in atmosfere e tematiche tipiche degli anni Settanta. La visione dell'anime in questione, oltre a rappresentare un piacevole svago, fornisce anche interessanti spunti di riflessione su come e quanto siano cambiati gli anime robotici negli ultimi trent'anni.
In Vultus V sono condensati tutti gli ingredienti tipici del filone robottoni del periodo: alieni cattivi contro terrestri buoni, flotte spaziali, un robot componibile, una pattuglia di eroi pronta a qualsiasi sacrificio. Una ricetta già collaudata e di grande successo, dato che funzionava ottimamente, con piccole variazioni da una serie all'altra, già dal 1972 (data di nascita di Mazinger Z).

Anche sul piano grafico e narrativo, gli elementi di continuità sono evidenti, nel tratto un po' grezzo, nei colori piatti, nelle sequenze tipiche (i cinque piloti che si calano nei mezzi grazie a poltrone mobili) come nelle soluzioni a effetto (lo schermo del video diviso in più immagini per mostrare contemporaneamente più piloti).
È il trionfo del dèjàvu, ma un dèjàvu piacevole e ricercato, che riporta lo spettatore in un mondo infantile dove i cattivi erano veramente cattivi e i buoni fin troppo buoni. Il mondo di chi negli anni Settanta era ancora bambino e gridava “raggio fotonico” assieme ai piloti del robot, quasi partecipasse alla sfida di un pugno di uomini contro un intero impero.
Da non tralasciare poi, le incredibili scelte grafiche, oggi inaccettabili per la loro ingenuità, per cui gli invasori spaziali erano tutti esseri mostruosi, scheletriformi e cornuti oppure, di una bellezza efebica e irreale, soprattutto se condita con ghigni malefici. E che dire della loro astronave? Sorta di fortezza volante costituita da un teschio gigantesco sormontato da un castello medievale, in sprezzo a ogni legge dell'aerodinamica e ad ogni logica culturale..

Insomma qualcosa di estremamnte irriconoscibile rispetto alle serie moderne, dove tutto è più sfumato, misterioso, adulto, ma anche cupo e sconvolgente, al punto che talvolta si fatica a comprendere chi siano veramente i “cattivi”. Certamente le serie moderne sono più realistiche, tecnologicamente accurate, ma hanno perso parte del fascino che appartiene alle serie degli anni Settanta... il gusto per i robot “giocattolosi”, il potere magico degli eroi in cui è facile immedesimarsi.
Vultus V ha l'enorme pregio di renderci quelle atmosfere adesso un po dimenticate, e quegli enormi e metallici paladini della giustizia che hanno dato vita al genere robotico e lo hanno reso Grande... Per tutti gli amanti del genere...

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