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giovedì 13 marzo 2008

Occhi neri come il caffè... bocca che più grande non c'è... Coccinella!!!

Tentomushi no Uta (1974), da noi "Coccinella" è un anime davvero imperdibile...
In Giappone è stato trasmesso dal 06/10/1974 al 26/09/1976. Un altro prodotto della Tatsunoko Productions, tratto da una storia scritta da Naboru Kawasaki. ( lo stesso che ha scritto la storia di Sam, ragazzo del west)
La serie animata conta 104 episodi e qui in Italia è giunta un pò in ritardo, nel 1996, sulle varie reti locali.
La sigla dell'anime "Coccinella", è cantata dai Cavalieri del Re ed ha una storia un po' particolare perché non è l'unica sigla a non essere al 100% "made in Cascina". Venne composta dal grande Lucio Macchiarella su musiche di Vingioi (Vincenzo Gioieni, un maestro di musica che si occupava di scrivere la partitura delle sigle per i depositi in S.I.A.E.) ed omaggiata dal compositore ad un Riccardo Zara che accettò la sigla a patto di poterla arrangiare lui...
Questa è anche l'ultima sigla dei "Cavalieri" (in ordine di tempo) che la R.C.A. pubblicò in 45 giri.

La storia è molto carina e alterna momenti divertenti, direi quasi esilaranti e demenziali a momenti dai toni più seri e riflessivi... In alcune puntate, dico la sincera verità, mi sono persino commossa...
In un quartiere giapponese di periferia vivono sette fratelli orfani (cinque maschi e due femmine), che dopo la morte dei genitori a causa di un incidente, decidono di continuare a vivere insieme, facendosi forza per affrontare le difficoltà di ogni giorno. Il tragico evento capita proprio in occasione del viaggio che i coniugi fanno per il loro anniversario di matrimonio. La cosa curiosa è che hanno un nonno ricchissimo che vorrebbe aiutarli economicamente, ma loro non accettano il suo sostegno per una questione di principio e per non dover sottostare alle sue ferree regole.

La sorellina più piccola viene chiamata Coccinella perchè è la settima (e sette sono i puntini neri sul dorso dell’omonimo insetto), che è la più vivace ed energica di tutti.
Il suo nome simboleggia anche l'unione dei 7 fratelli: 7 sempre insieme come le macchie scure sul dorso di una coccinella.
La piccola Coccinella parla con gli animali che ha adottato (cani, gatti e persino suini!) e spesso gira in groppa a loro e per far valere le sue ragioni non esita a lanciare i propri zoccoletti in fronte al malcapitato che si mette sulla sua strada. Tra lacrimoni enormi e un po di pazzia, la piccola riuscirà a sorprendere sempre gli adulti per spirito e forza vitale.
I sette fratelli, ognuno con una personalità ben delineata, cercano di contribuire come possono al menage familiare e spesso sono il motore delle vicende, talvolta malinconiche, ma sempre condite dal tipico umorismo demenziale giapponese.

Curiosità: in alcune puntate di Coccinella, compare ’Ugo, re del judo’, protagonista di un'altra serie realizzata dagli stessi autori, sempre per la Tatsunoko.
Questa è una serie davvero molto bella; anche se all'inzio può sembrare un pò semplice, nel corso delle puntate prendono forma i sentimenti che legano i 7 fratelli, il loro amore gli uni verso gli altri, lo spirito di sacrificio per il bene di tutti, la forza di dimostrare ai genitori che non ci sono più che grazie ai loro insegnamenti d'amore sanno andare avanti a testa alta, senza scendere a compromessi... assolutamente da vedere...

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