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venerdì 28 marzo 2008

Jeudi la Rosa Alpina...

Alpen Rose (アルペンローゼ, Arupen Rōze) di Michiyo Akaishi, è stato pubblicato per la prima volta in Giappone nella classica edizione in volumetti di circa 180 pagine, usciti tra il 1983 e il 1986 per un totale di 9 tankobon. Successivamente è stato ristampato in altre due versioni: la prima, uscita nel 1993 per la Flower Comics Wide (Shogakukan), è composta di 4 volumi di oltre 350 pagine l'uno.
Questa edizione è caratterizzata dalla presenza di illustrazioni a colori a inizio volumetto, e spesso anche di pin-up in b/n in chiusura. La seconda, uscita nel 2000, conta anch'essa 4 volumetti raccolti sotto il marchio Flower Comics DeLuxe. In Italia, grazie alla Star Comics, da Dicembre 2007, possiamo leggere questo manga. Sono 8 volumetti in tutto.(questo mese è uscito il 4°).
Alpenrose è tra i più noti manga di Akaishi Michiyo, una veterana che nella sua lunga carriera si è dimostrata molto prolifica.
Da quest'opera, nel 1985, è stata tratta una serie animata per la TV. (Tatsunoko Productions).
Alcuni forse ricorderanno l'apparizione dell'anime "Rosa Alpina" (titolo originale Honoo no Alpen Rose, "La rosa alpina di fuoco"), di una ventina di episodi, su Rete 4.

La serie fu pesantemente censurata, per far sparire i riferimenti alla guerra e al nazismo da una storia in cui questi costituivano lo sfondo ineliminabile, col risultato di renderla abbastanza incomprensibile. L'anime, prodotto negli anni Ottanta con la supervisione ai disegni della bravissima Akemi Takada ( character design anche delle serie di "Urusei yatsura", "Maison Ikkoku", "Orange Road" e "Creamy Mami") e trasmesso per un'unica volta nell'estate del 1986 in tv nel nostro Paese, fu letteralmente massacrato di tagli, perché dalla trama furono eliminati tutti i riferimenti all'epoca storica in cui si svolge la vicenda, l'avvento del nazismo e l'avvio della Seconda guerra mondiale, sullo sfondo (la storia non ha la stessa importanza in Alpenrose che in Lady Oscar, ad esempio) ma comunque importante per comprendere l'evolversi della storia e le peripezie dell'eroina e dei suoi cari. E' tra le serie televisive maggiormente colpite dalla censura.
Ho il rammarico di aver visto poco della serie animata (nel 1985 ero troppo piccola!!)... ma forse dovrei dire che sono stata fortunata... visto come l'hanno stravola gli adattatori italiani...
Yamato Video ha presentato poi un paio d'anni fa, nel 2006, la versione integrale in 5 dvd, con un nuovo doppiaggio, e ora si può leggere anche il manga, a cui l'anime è stato, a differenza di altri casi shojo, primo fra tutti Georgie, molto fedele.

La storia, come già detto ambientata durante la seconda guerra mondiale, si svolge in Svizzera. Il giovane Lundi vive a Thun, nella Svizzera Francese, e siccome orfano vive a casa degli zii. Un giorno Lundi trova nei campi una bambina poco più piccola di lui, Alicia, unica superstite di un incidente aereo dove sono morti anche i suoi genitori. La piccola però parla solo tedesco e sembra aver perso la memoria a causa del trauma subito. Accanto a lei un pappagallino ripete di continuo le parole "Alpen Rose": Lundi allora decide di chiamare la bambina Jeudi (avendola trovata di Giovedì ^___^) e da subito la considera come una sorella più piccola. Da quel giorno i due ragazzi crescono assieme e sviluppano una profonda amicizia reciproca. Col passare degli anni però Jeudi desidera sempre più conoscere il suo passato: l'unico indizio che ha sono le parole che il suo pappagallino (Printemps), salvato anch'esso dal disastro aereo, ripete continuamente: "Alpen Rose, Alpen Rose". La storia si complica con l'arrivo del conte George de Goulmont, tedesco alleato dei nazisti, che conosciuta Jeudi durante una battuta di caccia, si invaghisce di lei (la ragazza somiglia alla donna amata dal conte, che poi si scoprirà essere la mamma di Jeudi) e offre alla zia di Lundi una grossa cifra in cambio della ragazza, e la donna accetta. Lundi, indignato, corre a salvarla, e dopo varie peripezie i due riescono a scappare dal castello del conte. Non avendo più una casa a cui tornare, i due decidono di recarsi nella capitale, Berna, nella speranza di scoprire chi siano i genitori di Jeudi.

Per sfuggire alle mire del conte, Jeudi decide di tagliarsi i capelli per camuffarsi da ragazzo, ma, durante una fuga in treno, è costretta a separarsi da Lundi. Arrivata da sola a Vienna, il caso vuole che Jeudi faccia la conoscenza del giovane compositore Leonard Aschenbach, la cui famiglia è stata sterminata dai soldati nazisti, (poi si scoprirà essere l'autore della canzone "Alpenrose", nonché amico di famiglia dei Brendell) e che proprio Leonard sia la chiave per sciogliere il mistero del suo passato: infatti il giovane riconosce in lei, seppur con qualche difficoltà iniziale, Alicia Brendell. Passa il tempo, Jeudi, che ormai crede che il suo Lundi sia morto, grazie all'aiuto di Leonard riesce a ritrovare suo padre poco prima che questi muoia in ospedale, e persino a riunirsi alla madre che, quasi cieca, era rimasta vittima di Matilda, una ragazza che si era finta Alicia per ereditare il patrimonio dei Brendell. Ma la storia non trova ancora la sua giusta fine. A mettere alla prova la dolce Jeudi sarà ancora una volta il conte di De Gulmont (che arriva ad assoldare Jean-Jacques, fratello di Lundi, per rapire Jeudi: il ragazzo però rifiuterà di obbedire e troverà la propria morte assieme al conte). E finalmente si arriva al tanto aspirato lieto fine... Jeudi ritrova Lundi, e i due, ancora più uniti dopo le disavventure passate, anni dopo, celebrano la loro unione con un matrimonio. In perfetto stile shojo classico, Alpenrose ci trasporta in un mondo passato e avvolto da una cortina di romanticismo.

A livello di trama, la storia risente inevitabilmente delle influenze tipiche di quegli anni, per cui vi si possono ritrovare elementi comuni ad altre storie (un esempio su tutti, nel vol.1 ritroviamo una scena simile a quella che vede come protagonisti Georgie e Arthur, quando quest'ultimo cerca di salvare la sorella adottiva dal congelamento), che comunque non ne diminuiscono la qualità complessiva. La trama infatti non è mai scontata e si susseguono colpi di scena che portano verso il classico fine di ogni shojo che si rispetti (beh, non tutti gli shojo finiscono bene...)
I personaggi sono ben caratterizzati, anche quelli minori che appaiono per poche pagine.
Jeudi ricorda per molti versi Georgie, e anche nella trama si possono trovare molte similitudini tra le due storie. (l'amore tra fratello e sorella, seppur "adottivi")

Non certo la più originale delle situazioni, eppure la storia scorre in modo molto piacevole e divertente, anche nelle sue ovvie improbabilità: si sa che i Giapponesi trattano in modo estremamente disinvolto - e per questo a mio parere ancor più affascinante - gli argomenti per loro esotici (e poche cose sono più esotiche dell'Europa della prima metà del '900, per un Giapponese...).
Non ha alcuna importanza, ai fini del racconto - che si propone di emozionare, non certo di tenere una lezione di Storia! - la precisione storica, la congruenza di luoghi, paesaggi e situazioni, perché ciò che l'autrice vuole trasmettere sono i sentimenti: amore innanzitutto, poi paura, tradimento, angoscia, speranza...
Non ci troviamo davanti a un capolavoro immortale, ma Alpen Rose è un manga che si lascia leggere molto volentieri, divertente e denso di situazioni frenetiche e piene di suspence. L'alternanza tra momenti lievi, quasi comici, e situazioni tragiche e angoscianti è ben sviluppata e non ci sono momenti di stanca e forse è proprio questa la forza maggiore di Alpen Rose: l'assenza completa di noia.
Lundi e Jean Jacques invece possono quasi essere considerati gli alterego di Abel e Arthur, sia graficamente che caratterialmente.
Nel complesso "Alpen Rose" è una storia godibile e ben sceneggiata, che sicuramente piacerebbe agli estimatori degli shojo cosiddetti "della vecchia guardia".

Lo stile del disegno riecheggia le opere di Yumiko Igarashi. Jeudi porta con sé tutti gli stilemi anni Settanta, biondi capelli al vento, occhioni stellati...
Il tratto del manga è molto pulito e dettagliato, anche se i personaggi hanno sempre un che di infantile, siano essi adulti o ragazzi. Inoltre i disegni rientrano negli stereotipi tipici di certo shojo manga, quindi abbiamo figure molto slanciate e sempre con caratteristiche tipiche femminili (maschi compresi). Le tavole sono fitte di vignette, la splash page è usata raramente e solo in situazione diciamo così "estreme"... A differenza di altri/e mangaka, Michiyo Akaishi non si lascia andare a leziosità su leziosità; il suo segno conserva una certa "seriosità" di fondo, una certa... "grezzezza", ma sia inteso in senso assolutamente positivo. Personaggi e particolari, sfondi, paesaggi e oggetti, sono curati e ben resi, ma non in senso maniacalmente barocco.
E' privilegiata la funzionalità, lo storytelling, anche se non mancano talvolta ardite prospettive "ad effetto". Niente fiorellini e disegnetti a incorniciare le scene topiche; pochissimo usato l'effetto fané: un segno direi quasi sobrio, per quanto sobrio possa essere il disegno di uno shojo, s'intende. Comunque si tratta di un segno accattivante che risulterà certamente gradito a chi è appassionato al genere.

La cosa forse più interessante è come viene trattato il tema del bishonen: è da notare che il bello un po' effemminato e un po' dannato non è Lundi, l'innamorato della protagonista (sorta di Arthur in Georgie), ma la palma di questa figura amatissima dall'immaginario shoujo va divisa tra due personaggi: il musicista Leonhard Aschenbach e il temibile e perfido conte di Goncourt (Gourmand nella versione animata), che anticipa l'importanza del binomio bello e dannato in manga poi più recenti, a cominciare da Sailor Moon, con tutte poi le sue implicazioni di ambiguità anche sessuale e tragicità presente: a loro modo, sia Leonhard che Goncourt sono figure comunque romantiche e tormentate. Curiosità: nel nono e ultimo volume originale sono presenti due racconti autoconclusivi: "Tempo Rubato" e "14-Banme no Sonata"; il primo è dedicato a Leonard, il secondo invece a Jean-jacques.

In conclusione Alpen Rose lo consiglio a chi ama i classici fumetti giapponesi e ne subisce felicemente il fascino, specie di quelli realizzati negli Anni 70 e 80, e lo consiglio anche a chi abbia desiderio di provare per la prima volta a leggerne uno, proprio per la non eccessiva dose di zuccherosità e leziosità di cui si diceva poco sopra.Io credo che alcune delle scelte della Casa Editrice Star Comics, denotino coraggio, come appunto la pubblicazione di manga classici che a una (superficiale) lettura odierna potrebbero apparire "datati", fuori target e quindi poco appetibili.
Invece ci troviamo quasi sempre davanti a dei classici del fumetto giapponese, meritevoli di essere conosciuti e goduti anche dai lettori e dalle lettrici di oggi, sempre che si sia in grado di lasciarsi andare a un tipo di narrazione cui non sempre si è abituati.
D'altronde chi ama i fumetti, da qualsiasi latitudine essi provengano, non dovrebbe avere troppe difficoltà ad immedesimarsi in una storia, sia essa modernissima o "antica", ad immergervisi lasciando fluire le sensazioni e le emozioni che, almeno quelle, non hanno età ne "epoche" di rigida appartenenza...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravissima,a me personalmante non piace molto(@_@) alpen rose ma tu sei riuscita a farmelo apprezzare ti ringrazio ciao ciao

Vally-chan ha detto...

Ni-hao!
Grazie mille!! Sono davvero contenta che sono riuscita a farti apprezzare un pochino Alphen Rose... non immagini quanto mi ha fatto piacere il tuo commento..
Sono io che ti devo ringraziare...
grazie per essere venuta a visitare il mio blog!

Anonimo ha detto...

ciao. io mi chiamo emanuele e ho appena finito di guardare questo anime. a me è piaciuto veramente
tanto. lo consiglio a tutti.

Vally-chan ha detto...

^___^ Grazie Emanuele!!!

Anonimo ha detto...

ciao sono, iole ho visto questo anime solo nel 1986 tutto censurato.. mi è piaciuto moltissimo..io vado cercando il manga chi lo potrà avere..una cosa sei stata bravissima a raccontarlo così. dove trovo la canzone di rosa alpina? ma no la sigla qll che fa: rosa alpina, rosa alpina ecc grazie

Francesca ha detto...

Complimenti per l'articolo...
Ma i due racconti non sono disponibili in italia? dove li posso leggere? sono molto curiosa...

Anonimo ha detto...

Io avevo tredici anni in quell'unico censuratissimo passaggio televisivo ma mi è rimasto impresso, come una sorta di nostalgia, come la melodia della canzone di cui non riuscivo a ricordare le parole... Grazie per il racconto dettagliato e a Yamato Video per averci restituito la storia interamente.