
E’ evidente come, sia il titolo che la storia, ricordi molto lo shonen “Bakuman” di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, già autori di Death Note, pubblicato da Planet Manga e incentrato proprio su due ragazzi che sognano di diventare mangaka. Tra l’altro, vari rumors rivelano che Syuho Sato avesse inizialmente cominciato “Bakuman”, per poi abbandonarne la lettura dopo aver visto in uno dei capitoli del manga una critica rivolta al Salaryman, ossia lo stereotipo dell’uomo d’affari giapponese.
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